Senza sangue di Angelina Jolie

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Senza sangue è un libro di Alessandro Baricco, ma è anche un film di Angelina Jolie.
Nina è solo una bambina quando viene nascosta dentro a una botola e ascolta l’evento più traumatico della sua vita: urla e spari rimbombano sopra la sua testa, il sangue si infila tra le travi di legno e cola sulle sue caviglie. Nina (Salma Hayek), ormai adulta, incontra uno degli uomini responsabili della sua sofferenza; Tito (Demián Bichir).
Si trovano, dopo anni, a condividere lo stesso spazio e due verità diverse. Due punti di vista che raccontano la stessa storia.
Primi piani e flashback compongono la narrazione con fedeltà al libro, tanto da riportare le stesse parole e le immagini dello scrittore sul grande schermo.
Senza sangue è una storia che racconta di una guerra senza tempo, dove tutte le parti hanno ragione di provare dolore e dove la vendetta diventa una mezzo per sopravvivere. Non c’è un giusto e uno sbagliato, una verità e un errore, un bene e un male. È un film che invita a riflettere sulla sofferenza che possiamo provare, ma anche infliggere, credendo di agire in maniera corretta.
“Non puoi sognare un mondo migliore e pensare che te lo consegneranno solo perché lo chiedi. Devi combattere”, dice Tito a Nina.
“Ma lei ci crede davvero?”, risponde la donna.
“Perché non dovrei?”
“Perché la guerra l’avete vinta, ma questo le sembra un posto migliore?”
Angelina Jolie mostra una grande sensibilità nel trasporre il libro sul grande schermo: Senza sangue è un racconto costruito sul dialogo, in cui la storia prende forma attraverso lo scambio tra i due protagonisti. Jolie riesce a restituire con precisione quel momento in cui, leggendo, l’immaginazione prende il sopravvento e le parole si trasformano in immagini, come se avesse registrato i movimenti della sua mente durante la lettura. Forse avrebbe potuto osare di più, distaccarsi dal libro, ma evidentemente non ne ha sentito il bisogno.
L’unica cosa che la regista decide di cambiare è il finale. Non snatura la storia, ma ne modifica il significato: taglia l’ultima scena del libro. Ci mostra come un piccolo cambiamento possa modificare una grande storia, facendoci intendere qualcosa di completamente diverso. Così, pur rimanendo fedele alla scrittura di Baricco, riesce a dare il proprio punto di vista.
Senza sangue è un film che bisogna guardare, ma soprattutto ascoltare. Perché sono le parole a contare davvero, nel film come nelle nostre vite. Abbiamo bisogno di imparare a rimanere in silenzio dando spazio a chi abbiamo davanti, senza partire dal presupposto di avere ragione. Forse, dopo aver ascoltato, non cambieremo le nostre idee; ma prima, è necessario fare un passo verso l’altro e tentare di capirlo davvero.
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