La Fine di Oak Street di David Robert Mitchell

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La recensione che segue contiene spoiler sulla trama e sul finale del film.
La Fine di Oak Street è un survival movie ambientato nell’idilliaca periferia americana di Oak Street nei primi anni Ottanta, dove, come da stereotipo, le famiglie organizzano barbecue di quartiere per socializzare con i vicini e trascorrere del tempo insieme.
La trama del film ruota attorno alla famiglia Platt, composta dai genitori, la scrittrice Denise (Anne Hathaway) e il fattorino Greg (Ewan McGregor), alle prese con una separazione, dai due figli adolescenti Audrey (Maisy Stella) e Brian (Christian Convery) e il cane Starbuck. I quattro iniziano ad assistere a fenomeni particolari: luci notturne accecanti, l’improvvisa comparsa di una pianta preistorica nel giardino di una vicina e le continue minacce da parte di un altro membro del quartiere, che continua a ritrovarsi montagne di escrementi nel cortile.
Un mattino, i Platt si rendono conto di essere accerchiati da dinosauri che fanno razzie per le strade e divorano i vicini. Sbigottiti e impauriti, cercano di fuggire invano, scoprendo che l’intero quartiere è stato inghiottito da una fitta foresta preistorica e circondato da burroni profondi, oltre che da ogni specie possibile di dinosauro. I Platt cercano allora un modo per sopravvivere restando uniti, ma finiscono per litigare continuamente a causa dei problemi di coppia irrisolti tra Denise e Greg.
Una notte Starbuck scappa e Brian esce per cercarlo, seguito a ruota dalla sorella. Durante l’adrenalinica ricerca, i ragazzi incontrano e aiutano la nuova vicina, la ragazzina Jeannette Christiansen (Jordan Alexa Davis), rimasta sola dopo che la sua famiglia è stata sterminata dai dinosauri, mentre combatte contro un velociraptor. Denise e Greg, anch’essi alla ricerca dei ragazzi e del cane, s’imbattono a loro volta in numerosi e spaventosi dinosauri.
La famiglia si riunisce e cerca un modo per tornare alla propria realtà, quando improvvisamente un T-rex divora Greg sotto gli occhi attoniti della moglie e dei figli. Denise e i ragazzi, ancora increduli e disperati, tornano a casa e scorgono in lontananza una sfera luminosa, simile alle luci che avevano visto in precedenza, nei pressi di una casa in collina. I superstiti cercano di raggiungerla, affrontando molteplici dinosauri durante il cammino, e dopo diversi tentativi riescono a tornare nella loro realtà. Si accorgono però di essere tornati a quindici minuti prima che il quartiere venisse risucchiato dalla sfera luminosa. Denise allora cerca di avvertire il Greg del passato facendolo uscire dal quartiere per una consegna e riuscendo così a salvarlo. Questa volta, però, la bolla non risucchia il quartiere, bensì fa comparire direttamente i dinosauri al suo interno, che, una volta liberi, ne invadono le strade.
Il finale, con un salto temporale di due anni, mostra le conseguenze dell’evento: la cattura e l’uccisione dei dinosauri da parte delle forze dell’ordine, Denise che scrive un romanzo sull’avventura vissuta e i Platt, più uniti che mai, che organizzano un barbecue assieme alla famiglia di Jeanette.
La produzione del film da parte di J.J. Abrams presenta richiami evidenti alle pellicole di Spielberg: dinosauri, ragazzini in bicicletta e genitori alle prese con il divorzio. Al suo interno si alternano momenti di riflessione e analisi dei rapporti e delle dinamiche familiari — con i genitori agli antipodi, tra l’intraprendente Denise e l’evitante e pacifico Greg — ad inseguimenti a cardiopalma e improvvisi attacchi da parte delle terrificanti creature.
Il pezzo forte del film sono proprio gli intramontabili dinosauri che, fin dal primo film che li ha visti come protagonisti, Jurassic Park (1993), continuano a suscitare terrore e meraviglia: i loro versi inquietanti e la loro mole imponente mantengono intatto, ancora oggi, il fascino che li accompagna da generazioni.
Gli alti e bassi che si susseguono nel film portano lo spettatore a provare un senso di ansia e angoscia costante, soprattutto dopo l’inaspettata e violenta morte di Greg. Ma l’epilogo, tutto sommato felice, rimette a posto i pezzi del puzzle sottolineando l’importanza del valore della famiglia e della sua unità.
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