I fantasmi di Federico Papagna

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Il Centro Nazionale del Cortometraggio rinnova anche quest’anno il proprio impegno nella promozione del cinema breve italiano attraverso la selezione di dieci opere destinate alla rete delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, nell’ambito del progetto realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Novità di quest’anno è la collaborazione con le riviste Uncle Yanco e Strade Perdute, grazie a cui la rassegna si arricchisce di un percorso critico dedicato ai cortometraggi selezionati. Un’occasione per esplorare opere capaci di raccontare la vitalità del cortometraggio contemporaneo italiano, tra racconto dei territori, sperimentazione formale, ricerca visiva e nuove prospettive sul presente.
Il quarto cortometraggio che Strade Perdute presenta in collaborazione con il progetto del Centro Nazionale del Cortometraggio Dieci Corti in giro per il Mondo è I fantasmi (2025) di Federico Papagna. Classe 1996, il regista pescarese era già noto nella scena romana grazie ai suoi numerosi cortometraggi, a partire proprio dai suoi film d’esordio Rincorrersi (2018) e Antoine, in concorso rispettivamente al Giffoni Film Festival e al Lovers Film Festival, e Senza radici, senza dolore (2024), presentato in anteprima al Cinema delle Province di Roma.
Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, I fantasmi si addentra nella vita di un gruppo di adolescenti alla ricerca di Luca (Samuel Fantini), un loro coetaneo che, dopo aver ricevuto in anticipo del denaro per procurare loro dell’hashish, non ha rispettato l’accordo, scappando dalla comunità in cui viveva con la somma in tasca. Filippo (Tommaso Badioli), figlio di un carabiniere e unico conoscente stretto di Luca, si trova quindi a dover tendere una trappola al ragazzo per permettere agli altri di dargli una lezione.
Ciò che appare come un ordinario episodio di microcriminalità provinciale diventa, attraverso lo sguardo di Papagna, il pretesto perfetto per portare sulla scena una dinamica comunitaria spesso e volentieri rintracciabile nei piccoli gruppi di giovani ragazzi, alimentati nelle relazioni da rabbia e frustrazione e propensi ai cosiddetti crimini di onore. La vendetta che il gruppo pianifica, frutto di un desiderio viscerale di difendere l’orgoglio avidamente custodito, non incontra mai limiti morali nella sua espressione violenta, rendendo il rapporto amicale un mero appiglio per trovare pugni dall’obiettivo comune.

Gli occhi di Filippo accompagnano l’intera narrazione: sempre in bilico tra l’innocenza e la complicità – che, per quanto possa essere passiva, non è mai innocua – la sua figura si inscrive in un’ambiguità ricorrente nei nuclei sociali in cui l’appartenenza a un branco giustifica nel singolo ogni fallacia morale, in un loop infinito di candida omertà falsamente incolpevole. La tensione che accompagna ogni sua mossa si radica nel ritmo di una regia che tenta (inevitabilmente fallendo) di entrare nel suo mondo, che rimane volutamente inaccessibile persino ai primissimi piani dedicati unicamente a lui. Nemmeno le lacrime sgorgate assistendo all’accoltellamento di Luca lo liberano dall’incommensurabile bramosia di appartenenza che lo attanaglia, arenandolo al fondale desertico in cui una nebulosa e silente provincia laziale si trasforma davanti al disagio dei giovanissimi.
Papagna utilizza il linguaggio del coming-of-age per addentrarsi in una delle zone più oscure e inquiete dell’adolescenza, dove i fantasmi della giovinezza provinciale – le paure, le colpe, le responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni – si raggruppano in un esercito di ostacoli insormontabili, una sorta di organismo autonomo che abita la moralità di chi, in fase di sviluppo, deve ancora capire cosa sia buono e cosa no. In questo senso, lo spettro dall’incombenza più spaventosa non è rappresentato nemmeno da ciò che è stato fatto, ma dagli atti che si potrebbe arrivare a compiere – e, nel contesto di cieca fratellanza, che fa da sfondo alle gang, scusare e persino incoraggiare.
Titolo: I fantasmi
Regia: Federico Papagna
Anno: 2025
Produzione: Circuito Totale, Outta Hillsdale, One Shot Production
Distribuzione: Allegorie Distribution
Anteprima mondiale: Tirana International Film Festival 2025
Anteprima italiana: Festival del Cinema di Roma 2025: Alice nella Città – Onde Corte
Riconoscimenti: Tirana International Film Festival 2025: TEENs: Audience Choice Award; Menzione Speciale di Cortocircuito Festival e Premio Persona al cast al Goga Film Festival 2026
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