Always di Deming Chen

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Con la cinepresa voglio catturare quei frammenti segnati dagli anni e riscoprire la bellezza dell’innocenza. Tra i documentari attualmente in concorso al Torino Film Festival spicca la nuova voce del regista cinese Deming Chen, che debutta internazionalmente con Always, mostrando già una singolare visione artistica e un forte senso compositivo.

Per girare il suo secondo lungometraggio, Chen è tornato nella sua provincia nativa, in un villaggio montuoso della rurale Huan, scegliendo come protagonista Gong Youbin, un bambino di otto anni che nel silenzio di quegli immensi e vuoti paesaggi ama scrivere poesie. Youbin vive assieme al padre e ai nonni in una casa spoglia, priva di illuminazione artificiale e trascorre le giornate aiutandoli nei lavori agricoli, seguendo le loro conversazioni sul destino, povertà e sfiducia, e vagolando per la foresta. A scuola, l’insegnante incoraggia i pochi studenti a esprimere esperienze e sentimenti attraverso la scrittura: e così le bellissime immagini del film sono accompagnate dai versi scritti da lui e dai suoi compagni. Youbin articola i suoi pensieri in brevi versi che parlano della natura, mentre Deming Chen si prende cura di catturare lo sguardo curioso del bambino, mostrandoci e facendoci apprezzare le piccole cose che lo circondano: formiche che trasportano una falena morta, i riflessi del fogliame che vibrano nell’acqua, l’umidità che si muove lenta sfiorando la terra, e Youbin che cerca di catturare un topo, si costruisce una capanna di paglia secca o abbatte un albero.

Il film, con il suo calmo ritmo e i suoi intenti lirici, diviene poesia visiva, tanto che perfino gli animali al pascolo paiono in attesa meditativa. L’atmosfera serena e spesso eterea è completata da un’orchestra composta dai canti degli uccelli, dallo stridere dei maiali, dallo scorrere dell’acqua, dagli scricchiolii e scrocchi delle erbe e legni calpestati, cosicché i silenzi diventano pause tra i versi scritti dai bambini.

Sin dalle prime inquadrature, emerge chiaramente che il regista possiede ampie conoscenze tecniche su come meglio sfruttare la luce naturale e comporre degli squarci interessanti anche con pochi elementi. Deming Chen, infatti, è un fotografo le cui opere sono state esibite in giro per il mondo e solo nel 2016 ha iniziato a interessarsi alle immagini in movimento, dedicandosi al cinema documentario.

Always offre numerosi momenti che giocano tra la limpidità e l’evanescenza delle nebbie, complementando gli spunti poetici di Youbin. I panorami risultano perfettamente nitidi e dettagliati, finché le poesie non richiedono fumi, vapori e nuvole in lontananza. La sapiente illuminazione, ricca di contrasti, permette di apprezzare le profondità di campo e la vastità dei paesaggi. La prima parte del film è girata in bianco e nero, in formato 4:3, per poi passare in a una vista più ampia e a colori man a mano che Youbin cresce. Chen ha infatti seguito il ragazzo per sei anni, documentandone la trasformazione da bambino ad adolescente. Always è quindi un coming-of-age malinconico che cambia assieme al suo protagonista; le poesie in sovrimpressione si fanno più scarse, le immagini e prospettive si diversificano e Youbin sembra passare sempre più tempo con il cellulare in mano, fumando o lavorando nei campi con il padre e il nonno, avendo completamente smesso di scrivere. Fin dal suo titolo originale “Cóng Lái”, che in mandarino significa sia “dal passato ad oggi” sia “sempre”, Always vuol essere un’opera nostalgica, dedicata alla curiosità dell’infanzia e all’esplorazioni emotive della crescita.

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Pubblicato il:

23 Novembre 2025

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