Spider-Man: Brand New Day di Destin Daniel Cretton

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In Spider-Man: Brand New Day di Destin Daniel Cretton, il nostro amichevole eroe di quartiere ritorna sul grande schermo a quattro anni dai fatti narrati nel precedente capitolo No Way Home (2021).
In una New York frenetica e caotica, Spider-man collabora con la polizia nella lotta contro il crimine. Il suo alter ego Peter Parker (Tom Holland) continua però a fare i conti con l’incantesimo di Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) – che ha cancellato dal mondo la memoria della sua esistenza nel tentativo di preservare la sua identità segreta – e con la dolorosa elaborazione del lutto in seguito alla morte di zia May (Marisa Tomei). Ad arricchire una situazione già complessa, il film reintroduce alcuni antagonisti già conosciuti nell’universo Marvel di Spiderman, tra cui The Punisher (Jon Bernthal), lo Scorpione (Michael Mando) e l’organizzazione criminale dei Ninja della Mano.
La narrazione entra nel vivo sin da subito quando, durante l’ennesimo inseguimento per le strade della metropoli americana, Spider-man entra in contatto con una misteriosa e potente entità in grado di impossessarsi momentaneamente dei corpi altrui. Questo nuovo nemico innesca una reazione a catena che porta all’evasione di Scorpione dalle prigioni della Damage Control, la società governativa incaricata di gestire e riparare i danni causati dai supereroi. In parallelo all’azione frenetica, la sceneggiatura sceglie di esplorare la frammentata quotidianità dell’eroe. Peter affronta un improvviso cambiamento nel suo genoma di aracnide – che lo porta a produrre ragnatele biologiche, oltre ad amplificare a dismisura il suo “Senso di ragno” – mentre continua a seguire da lontano le vite della sua ex fidanzata MJ (Zendaya) e del migliore amico Ned (Jacob Batalon), i quali proseguono da anni la loro vita senza di lui. Grazie ai consigli di Bruce Banner (Mark Ruffalo), Peter costruisce un inibitore per stabilizzare i propri poteri fuori controllo e per mezzo di EV – un’IA da lui progettata che lo assiste nelle missioni – riesce a scoprire che la misteriosa entità è in realtà una ragazza con poteri telepatici di nome Jean Grey (Sadie Sink). Dopo essersi impossessata di MJ e aver sottomesso Hulk, la giovane mutante minaccia Peter per riuscire a impadronirsi di un oggetto contenuto nel caveau della Damage Control. Costretto a soluzioni estreme, il nostro eroe si avvale quindi dell’aiuto di The Punisher per porre fine alle azioni della telepate, ormai in controllo dell’intera città. Jean, infatti, non è una spietata villain, ma una ragazza alla disperata ricerca della sorella – dotata dei suoi stessi poteri – rapita anni prima dalla Damage Control per essere usata come cavia. Il dolore condiviso per la perdita di una persona cara, tuttavia, permette ai personaggi un avvicinamento emotivo che pone temporaneamente fine alle ostilità.
Lo Spider-man di Brand New Day è decisamente più maturo e introspettivo rispetto alle incarnazioni dei film precedenti. Assistiamo all’evoluzione di un eroe solitario, costantemente alle prese con l’intensificarsi dei suoi poteri e con i sentimenti verso coloro che un tempo erano la sua famiglia. La scelta di continuare a vegliare su MJ, pur logorandolo sia fisicamente che emotivamente, risulta il fuoco in grado di accenderlo, la perseveranza che si trasforma nella speranza capace di farlo andare avanti. A rafforzare questo tema emotivo contribuisce l’innegabile chimica tra Tom Holland e Zendaya; un’intesa che, forte del loro legame nella vita al di fuori del grande schermo, conferisce alle performance ulteriore autenticità e carica drammatica. Il vero fulcro morale della pellicola, infatti, emerge con la presa di coscienza del protagonista: Peter, ormai segnato da innumerevoli traumi, si rende conto di non dover per forza contare solo su sé stesso per affrontare i propri demoni. Al contrario, realizza che la condivisione del proprio dolore può diventare strumento di salvezza anche per gli altri. Jean Grey rappresenta, in questo senso, la chiave di volta del film, compiendo una parabola narrativa che la trasforma da antagonista ad antieroina tragica. Grazie all’ottima interpretazione di Sadie Sink, lo spettatore riesce ad empatizzare totalmente con un personaggio complesso e incompreso che intravede in Peter una luce in fondo al tunnel della sofferenza.
Non mancano anche gli omaggi alle precedenti saghe cinematografiche del Tessiragnatele di Tobey Maguire e Andrew Garfield. Le citazioni abbondano: dall’iconico bacio sotto la pioggia con indosso la maschera a metà – chiaro rimando allo Spider-Man (2002) di Sam Raimi – fino alla caduta nel vuoto di MJ , che rievoca – questa volta con un lieto fine – quella di Gwen Stacey in The Amazing Spider-Man 2 (2014) di Marc Webb. Il citazionismo non si ferma al personaggio dell’Arrampicamuri, ma spazia in tutta la cultura pop, con diversi riferimenti alla saga di Star Wars e a successi seriali come Wandavision (2021) e Stranger Things (2016-2025) – con tanto di corsa a rallentatore simile a quella accompagnata da Running Up That Hill nella serie – in cui questa volta è Sadie Sink a vestire i panni di una “pseudo-Undici”.
Il finale volutamente irrisolto della pellicola ci lascia con un senso di amara dolcezza e con la speranza che, attraverso gesti semplici ma importanti nella loro naturalezza, Peter possa risvegliare i ricordi delle persone che ama. Volgendo lo sguardo al futuro prossimo e all’imminente uscita di Avengers: Doomsday nelle sale a dicembre, Spider-Man: Brand New Day alimenta le aspettative dei fan, gettando basi solidissime per quello che, sulla carta, si preannuncia già come l’imperdibile film evento del 2026.
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