Articoli di Federica Gomiero
Ambientato in un’Italia che non esiste, 'Il rapimento di Arabella' di Carolina Cavalli indossa le forme della commedia grottesca per celare una materia ben più fragile, fatta di rimpianti e solitudini.
Tra le trame di vetri in frantumi, Lynne Ramsay con 'Die My Love' realizza un’opera fatta di teatralità, silenzi trattenuti, urla che irrompono e un continuo oscillare tra oniricità e concretezza.
Nel deserto del nord del Cile, "La misteriosa mirada del flamenco" di Diego Céspedes costruisce un western moderno, queer e ironico, che osserva una comunità ai margini, schiacciata dalla discriminazione e dall’ottusità popolare.
Come una bolla di chewing-gum rosa che esplode liberando una pioggia di glitter, Fucktoys (2025) di Annapurna Sriram irrompe sullo schermo trasformando il kitsch in un’arma estetica e politica.
In concorso alla 43ª edizione del Torino Film Festival, 'Ailleurs la nuit' segna l'esordio nel lungometraggio per la regista canadese Marianne Métivier, un’opera che dipinge spazi sospesi tra sogno e realtà.
Nel deserto del New Mexico, tra gigantografie elettorali e mascherine anti Covid, 'Eddington' di Ari Aster si dispiega tra immagini polverose e una profondità di campo che riflette un’America spaccata, incapace di mettere a fuoco sé stessa.
'Elisa' di Leonardo Di Costanzo riflette sulla criminalità senza spettacolarizzarla, raccontando il percorso interiore di una donna in un carcere sperimentale svizzero.
'Enzo' di Robin Campillo racconta con delicatezza un adolescente che abbandona la vita borghese per cercare nel lavoro manuale un senso più concreto di sé e del mondo.









