Alta Società è la pellicola che ha decretato il tramonto del musical classico hollywoodiano e, con esso, anche della carriera cinematografica di Grace Kelly; tuttavia, per comprenderne appieno la genesi occorre fare un passo indietro.
Il film non vanta una sceneggiatura originale, bensì affonda le sue radici dapprima nella celebre commedia teatrale The Philadelphia Story (1939) di Philip Barry e poi nella sua fortunata trasposizione cinematografica Scandalo a Filadelfia (1940) di George Cukor, con protagonisti Katharine Hepburn, Cary Grant e James Stewart. Alta Società risulta dunque il terzo adattamento dell’opera, riproposta sul grande schermo in chiave musicale dal regista Charles Walters.
Uscito nelle sale americane il 17 luglio 1956, Alta Società diventa in poco tempo uno dei film di maggiore incasso dell’anno, un successo dovuto sia alla qualità brillante della commedia, sia dal cast composto dalle star più emblematiche degli anni Cinquanta. È infatti la prima e unica volta in cui due leggende del calibro di Frank Sinatra e Bing Crosby condividono lo schermo, non solo recitando, ma anche duettando nel loro inconfondibile stile: entrambi i cantanti, capisaldi della musica swing e jazz tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, adoperano il crooning, una tecnica vicina al sussurro che predilige i suoni caldi e confidenziali. A impreziosire il reparto musicale vi è inoltre un altro grande nome dell’epoca: il celebre trombettista e cantante dalla voce graffiante Louis Armstrong. Il musicista di New Orleans, seppur relegato a un ruolo secondario, funge da vera e propria voce narrante interpretando sé stesso in veste di ospite del festival jazz al centro della vicenda narrata. Aprendo e chiudendo la pellicola, Armstrong accompagna lo spettatore nel racconto del dramma sentimentale che affligge l’altolocata protagonista.
Tracy Lord (Grace Kelly) – detta “Miss Frigidaire” per il suo temperamento freddo e snob – è una donna ricca e dalla bellezza glaciale, esponente dell’alta società della lussuosa cittadina di Newport, Rhode Island. La donna è alle prese con i preparativi per il suo secondo matrimonio dopo il divorzio dal primo marito e attuale vicino di casa, il cantante C.K. Dexter Haven (Bing Crosby). Quest’ultimo, ancora innamorato di lei e deciso a indispettirla, organizza un festival jazz nella propria tenuta invitando le personalità più note dell’ambiente, mentre il giornalista Mike Connor (Frank Sinatra) e la sua collega fotografa Liz Imbrie (Celeste Holm) arrivano alla villa dei Lord per realizzare il reportage del matrimonio. Ben presto anche Mike finisce per innamorarsi di Tracy, la quale si trova contesa tra tre uomini – uno più diverso dall’altro – pronti a reclamare il suo cuore in un intreccio amoroso dal quale sarà C.K. a uscire vincitore, sposando per la seconda volta la sua amata Tracy.
L’umorismo arguto e le incomprensioni rendono il film scorrevole e divertente, facendo da perfetto contraltare agli affari frivoli che animano l’alta società, dipinta come un mondo patinato fatto di ricchezza e continue feste. Qui l’apparenza è la chiave di tutto: anche quando ci si trova sull’orlo di una crisi personale, infatti, è imperativo saper fingere e mantenere alta la dignità per rimanere aggrappati ai gradini più alti della gerarchia sociale. Sotto questa superficie brillante, tuttavia, emerge una sottile vena drammatica, rappresentata dalla solitudine interiore che provano i personaggi, a prescindere dal loro rango, e dall’impossibilità di stare con la persona amata.
Il cuore emotivo della pellicola è racchiuso non solo nel personaggio interpretato da Grace Kelly, che raffigura appieno le caratteristiche degli appartenenti alla classe agiata, ma anche nella stessa interprete, dal momento che Grace Kelly ha vissuto una vita per molti versi simile a quella della protagonista. Nata nell’alta società di Filadelfia, l’attrice si è dovuta destreggiare per tutta la gioventù con proposte di matrimonio da parte di numerosi pretendenti. La svolta arriva nel 1955 quando, a seguito della première di Caccia al ladro (1955) al Festival di Cannes, il Principe Ranieri di Monaco la invita per un servizio fotografico a palazzo; da quel momento le voci di imminente nozze si diffondono a macchia d’olio, tanto che durante le riprese di Alta Società non passa inosservato l’anello di fidanzamento da 12 carati che brilla al dito di Kelly. Il film, infatti, risulta l’ultimo capitolo della sua breve ma sfolgorante carriera hollywoodiana, prima del definitivo ritiro dalla scena per dedicarsi a tempo pieno alla nuova vita da Principessa di Monaco.
In definitiva, Alta Società è l’affresco di un mondo idilliaco, plastico e prima vista intoccabile che non può però fuggire al richiamo dei sentimenti, dimostrando con eleganza che quando l’amore prende il sopravvento le apparenze, le convenzioni sociali e il denaro perdono ogni valore, perché in fondo al cuor non si comanda.
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