Amazing Monster di Hidenobu Abera

Condividi su:

Amazing Monster di Abera

Condividi su:

Diretto da

Starring

Hallelujah Town è una piccola città giapponese. La sua particolarità è il fervente culto della kami-sama (la divinità), una magica spirale di forza spirituale nel cielo, che osserva e governa la comunità. Il culto della spirale è stato istituito da Gonzo-sama, un adorato profeta che al giorno d’oggi è venerato nella sua versione più terrena: un pollo. Queste sono le premesse surreali di Amazing Monster, scritto e diretto da Hidenobu Abera e presentato, in anteprima nazionale, alla 26ª edizione del TOHorror Fantastic Film Fest.

Le stranezze a Hallelujah Town non si fermano alla trinità formata da spirali fluttuanti, profeti loschi e galli messaggeri. La comunità vive seguendo dettami assurdi ma indiscutibili: ai fedeli è richiesto di essere sempre sorridenti e di rendere quotidianamente gloria al pennuto divino con preghiere collettive. Oltretutto, devono cibarsi delle sue uova, imboccandosi reciprocamente per obbligo. Nel villaggio sono fondamentali due figure: la sacerdotessa Tamano Kesamaru, che detta i dogmi ed è alla guida del culto, e Maria, la maiden, la giovane vergine, che deve cantare in onore del dio e mantenere così unita la comunità. Sebbene appaiano come pratiche innocue, queste regole celano un sistema repressivo. La religione è uno strumento di controllo, chi viene colto a trasgredire i precetti o ad avvicinarsi al mondo esterno, viene considerato contaminato e deve essere ripulito. La pulizia assume così il duplice significato di pratica igienica e purificazione ideologica, come dimostra l’emblematico metodo impiegato per ottenere il risultato desiderato: spruzzare un disinfettante sulla persona peccaminosa.

Per Abera, il culto è un pretesto per parlare della soppressione delle libertà individuali. Il bersaglio della riflessione non è tanto la fede in sé, quanto il momento in cui l’imposizione del credo diventa talmente estrema da annullare l’individualità. In quest’ottica è interessante soffermarsi anche sulle interpretazioni degli attori: questi recitano in maniera deliberatamente sopra le righe, sfoggiando espressioni facciali esasperate, movimenti innaturali e posizioni sgraziate, come se fossero marionette del sistema.

Amazing Monster di Abera

La simbologia è un elemento cardine della pellicola. Tra i simboli più significativi spicca l’allegoria della spirale, frequente nella cultura giapponese (il tomoe) e protagonista del manga horror Uzumaki di Junji Ito. Nella narrazione rappresenta una forma di sorveglianza e assoggettamento, un incessante movimento circolare, emblema del fanatismo che conduce verso l’annullamento della propria identità. Subisce invece un’inversione di significato la figura del torii. Nella tradizione shintoista rappresenta una porta solenne, un passaggio tra il mondo profano e quello sacro. Al contrario, secondo il culto del dio-pollo, è un cancello verso l’inferno, e oltrepassarlo è severamente punito.

La dimensione mistica, inizialmente al centro della narrazione, viene gradualmente ricondotta a un piano più terreno e concreto: la riflessione sulle tematiche religiose si combina con un’indagine sempre più approfondita sul ruolo della tecnologia nella società contemporanea. Amazing Monster riesce nel suo intento di invitare lo spettatore a non farsi intrappolare passivamente dalle convenzioni sociali e di mettere in luce la crescente dipendenza dalla tecnologia, che sempre più facilmente cattura l’attenzione e indebolisce lo spirito critico. In una comunità come questa, dove l’individuo ha perso la libertà di riflettere e dove il canto è assoggettato alla divinità, forse quello che serve è un urlo death metal per ritrovare la propria voce.

Condividi su:

Pubblicato il:

25 Ottobre 2026

Tag:

Consigliati per te