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Strade perdute

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Diversi film tra i più interessanti del 2026 sono già sbarcati sugli schermi nazionali. No Other Choice (1 gennaio), Sirat (8 gennaio), Sentimental Value (22 gennaio), Marty Supreme (22 gennaio), Hamnet – Nel nome del figlio (29 gennaio) e L’agente segreto (29 gennaio) sono solo alcune delle opere che la distribuzione italiana ha collocato nel bel mezzo della stagione dei premi, con vista alle statuette più ambite, quelle degli Academy Awards. Questo gennaio scoppiettante è però solo un preludio di un’annata ricca di appuntamenti da non perdere. Animazione, cinema d’autore, blockbuster da centinaia di milioni di euro, film di genere, riletture ardite di grandi classici e attesissimi ritorni dietro la macchina da presa: questo, e tanto altro ancora, sarà il nostro 2026. Con la speranza che sia l’anno del ripopolamento dei cinema, noi abbiamo già prenotato il nostro posto in sala per i seguenti film:

01

“Cime tempestose” (Emerald Fennell) 12 febbraio

Un rilettura intensa e sorprendente di uno dei più celebri amori della letteratura. Emerald Fennell affronta “Cime Tempestose”  come un viaggio dentro l’ossessione, più che come una semplice storia d’amore, spingendo il legame tra Cathy e Heathcliff verso territori cupi e disturbanti. Margot Robbie e Jacob Elordi danno corpo a una relazione che brucia di desiderio e si consuma nella sua stessa assolutezza, trasformando il romanticismo originario in forza distruttiva.

02

La sposa! (Maggie Gyllenhaal) 5 marzo

Più che un semplice remake, La moglie di Frankenstein diventa una riflessione sul desiderio di appartenenza e sulla paura della solitudine. Ambientando il mito nella Chicago degli anni Trenta, il film sposta l’orrore dal laboratorio alla società, interrogandosi su cosa significhi “creare” un corpo, un amore, un’idea politica. Christian Bale (Frankenstein) e Annette Bening (Dr. Ephronious) incarnano due forme complementari di ambizione e ossessione, mentre Jessie Buckley dà vita a una Sposa che è insieme creatura, simbolo e detonatore.

03

Nouvelle Vague (Richard Linklater) 5 marzo

Nouvelle Vague è la celebrazione di un momento irripetibile in cui il cinema ha deciso di reinventarsi. Richard Linklater guarda alla Parigi di fine anni Cinquanta come un laboratorio di idee, più che un contesto storico, lasciando emergere l’urgenza creativa che ha accompagnato l’avvento di una nuova generazione di autori e restituendo l’energia vitale di un’epoca in cui fare cinema significava, prima di tutto, prendere posizione. Un omaggio appassionato al cinema come gesto di libertà e promessa di futuro. 

04

Arco – Un’amicizia per salvare il futuro (Ugo Bienvenu) 12 marzo

Nel suo film d’animazione, Ugo Bienvenu usa il viaggio nel tempo come dispositivo emotivo più che narrativo, trasformandolo in una riflessione sull’incontro e sulla curiosità verso l’altro. Con uno sguardo delicato e luminoso, il film accompagna lo spettatore in un percorso di crescita che attraversa epoche diverse, ricordando che il salto più difficile non è nel tempo, ma nella relazione.

05

The Drama (Kristoffer Borgli) 2 aprile

Alla vigilia del matrimonio, l’amore diventa un campo minato fatto di segreti, proiezioni e verità taciute, mettendo in discussione l’illusione di conoscere davvero chi si ha accanto. Zendaya e Robert Pattinson incarnano una relazione sospesa tra intimità e opacità, dove la fiducia si rivela fragile e continuamente negoziabile. Ne emerge un racconto che interroga la trasparenza sentimentale e mostra come la realtà, quando irrompe, sappia essere profondamente destabilizzante.

06

È l’ultima battuta? (Bradley Cooper) 2 aprile

Dopo la grandiosità operistica di Maestro (2023), Bradley Cooper torna dietro (e davanti) la macchina da presa per un progetto più intimo e ruvido. Il film (titolo originale Is This Thing On?) è una dramedy in cui il protagonista (Will Arnett) affronta il trauma del divorzio con la compagna (Laura Dern) attraverso il potere catartico della stand-up comedy. Terzo lavoro del regista legato all’atto della performance – inizialmente esplorato in A Star Is Born (2018) – È l’ultima battuta? promette di scavare nelle zone grigie delle relazioni sentimentali moderne.

07

Amarga Navidad (Pedro Almodovar) 21 maggio

Ambientato tra la frenesia di Madrid e i paesaggi vulcanici di Lanzarote, il nuovo film di Almodóvar è la storia di una fuga – dalla città, dal lutto, dal lavoro e, soprattutto, da sé stessi. L’opera presenta i temi feticcio del regista (l’amicizia femminile, la figura materna, il desiderio) e si interroga sulla questione del tempo: il mondo “vampirizza” la nostra vita più intima e, ciò nonostante, bisogna cercare di custodirla. Con un cast corale che include Milena Smit, Bárbara Lennie, Aitana Sánchez-Gijón e Leonardo Sbaraglia, Amarga Navidad ha le carte in regola per macchiare le risate con tocchi di malinconia.

08

Mother Mary (David Lowery) maggio 2026

Sulla carta è un musical sulla celebrità; nei fatti, potrebbe essere l’esperienza sensoriale del 2026. Le vibes sono quelle da gran film: l’angoscia perfezionista de Il cigno nero (2010) che sanguina dentro la fotografia dalle luci gelide di The Neon Demon (2016). Definito un «melodramma pop», Mother Mary mette in scena il duello tra due dive: una musicista all’apice della fama (Anne Hathaway), e un’iconica stilista (Michaela Coel). Il nuovo film di David Lowery, scandito dalle musiche di Jack Antonoff e Charli XCX, si prospetta come un viaggio allucinato e scintillante sul rapporto tra arte, fama e ossessione.

09

Disclosure Day (Steven Spielberg) 11 giugno

Quando Spielberg torna a trattare la fantascienza, tutto il mondo del cinema resta con il naso all’insù, intento a scrutare il cielo. A quasi cinquant’anni dal suo esordio nel genere con Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), Disclosure Day sembra voler unire l’elemento extraterrestre innocente e fantastico con le inquietudini della post-verità. Il ricco cast (Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth) e la misteriosa trama sugli UFO preannunciano il film come evento cinematografico dell’anno.

10

Toy Story 5 (Andrew Stanton) 19 giugno

Era davvero necessario? È la domanda che molti si sono posti all’annuncio del film, bissando le reazioni al lancio del quarto capitolo nel 2019. Andrew Stanton, l’uomo dietro a quel piccolo grande capolavoro di WALL•E (2008), sembra la persona giusta per far sperare i fan in qualcosa di più rispetto a una semplice manovra da box office. Il franchise alfiere della Pixar esplora un tema attualissimo  mettendo i “vecchi” giocattoli contro una nuova minaccia: i dispositivi elettronici. Basterà far scontrare Woody, Buzz & co. con la modernità per giustificare Toy Story 5 e farci ancora commuovere?

11

Odissea (Christopher Nolan) 16 luglio

Un film di Christopher Nolan è sempre un evento, e Odissea non fa eccezione. Forte di un cast di primo piano e di una produzione monumentale, il film è stato girato interamente con cineprese IMAX da 70mm, confermando l’ambizione spettacolare del regista. Confrontandosi con uno dei racconti di viaggio più celebri della Storia, Nolan promette un’esperienza visiva imponente, con Matt Damon tra i protagonisti e un’epica fedele alla grandiosità delle avventure di Ulisse.

12

Spiderman: Brand New Day (Daniel Destin Cretton) 31 luglio

Ancora un altro film su Spider-Man? Non proprio: Brand New Day non si presenta come l’ennesimo capitolo della saga, ma come l’avvio di una nuova fase narrativa. Il regista Destin Daniel Cretton ha parlato di un cambio di tono deciso, pur restando fedele allo Spider-Man che il pubblico conosce. Con una trama ancora top-secret e l’ingresso nel cast di Sadie Sink, il film mette al centro un Peter Parker adulto, alle prese con responsabilità e scelte che segnano il suo passaggio alla maturità.

13

Dog Stars – Guidati dalle Stelle (Ridley Scott) 28 agosto

Il film di fantascienza più atteso dell’anno non può che essere a firma di Ridley Scott, che riadatta il romanzo post-apocalittico di Peter Heller. In un mondo devastato da un virus letale, un pilota, interpretato dall’attore del momento Jacob Elordi, insieme al suo cane e un ex‑marine, intraprende un viaggio alla ricerca di ciò che resta dell’umanità. Corredato da un cast eccezionale, Dog Stars promette spettacolarità, tensione e immagini mozzafiato.

14

Le Avventure di Cliff Booth (David Fincher) estate 2026 – netflix

Se vi siete innamorati del personaggio di Brad Pitt in C’era una volta a… Hollywood (2019), nel 2026, arriva lo spin-off dedicato interamente allo stuntman Cliff Booth. Scritto da Tarantino e diretto da David Fincher, il film è ambientato otto anni dopo il primo capitolo e segue la carriera di Booth tra le ombre dell’industria cinematografica. Nonostante la rinuncia di Leonardo DiCaprio, la collaborazione stellare tra scrittura e regia punta tutto su azione, ironia e riferimenti al cinema degli anni ’70.

15

Possible Love (Lee Chang-Dong) autunno 2026 – netflix

Otto anni dopo il folgorante Burning – L’amore brucia (2018), il 2026 segna il ritorno alla regia del pluripremiato Lee Chang‑dong. Possible Love racconta la storia di due coppie dalle vite totalmente opposte, che si incontrano e si intrecciano, aprendo una riflessione sui rapporti emotivi e sentimentali. La nuova opera di Chang‑dong si preannuncia intensa e coinvolgente, con un cast stellare che include Jeon Do‑yeon, Sul Kyung‑gu, Zo In‑sung e Cho Yeo‑jeong, e promette di esplorare con profondità i conflitti interiori e le tensioni nascoste dei suoi personaggi.

16

Digger (Alejandro Gonzalez Iñarritu) 1 ottobre

Con Digger, Iñarritu torna a interrogare il rapporto tra potere, colpa e narrazione, mettendo al centro una figura che incarna l’ambiguità del nostro tempo: il salvatore che è anche responsabile della catastrofe. Ne emerge una visione sull’ossessione contemporanea per il controllo dell’immagine e della memoria, mostrando come il bisogno di redenzione possa facilmente trasformarsi in delirio messianico. Tra visioni apocalittiche e tensione morale, Iñarritu costruisce un racconto sul potere di riscrivere la realtà.

17

The Social Reckoning (Aaron Sorkin) 9 ottobre

The Social Reckoning raccoglie l’eredità di The Social Network per spostare lo sguardo dalle origini al conto da pagare. La storia evidenzia il lato oscuro dell’economia dell’attenzione, mostrando come la crescita incontrollata dei social abbia prodotto conseguenze profonde sul piano etico, politico e umano. Al centro c’è il conflitto tra profitto e responsabilità, in un sistema che continua a prosperare anche mentre rivela le proprie falle. Un racconto teso e necessario sull’illusione della neutralità tecnologica.

18

Avengers: Doomsday (Anthony e Joe Russo) 16 dicembre

L’universo Marvel viene spinto verso una dimensione corale e apertamente apocalittica, dove l’alleanza tra mondi diversi diventa una necessità più che una scelta. L’arrivo del Dottor Destino segna un cambio di tono: la minaccia non è solo fisica, ma politica e simbolica, capace di mettere in crisi equilibri e identità. Il film riflette sulla fine dell’eroismo individuale e sull’urgenza di una risposta collettiva, trasformando lo scontro finale in una resa dei conti sull’idea stessa di potere.

19

Dune 3: Messiah (Denis Villeneuve) 25 dicembre

La terza parte di Dune segna il momento più oscuro della saga, spostando il conflitto dal destino da conquistare a quello da subire. Paul Atreides non è più l’eroe in ascesa, ma una figura imprigionata nelle proprie visioni, costretta a fare i conti con le conseguenze del potere profetico. La posta in gioco diventa il rapporto tra tempo e responsabilità, mentre il mito messianico viene messo in crisi e svuotato delle sue promesse. Ne emerge un capitolo più tragico che spettacolare, in cui l’epopea di Villeneuve assume contorni apertamente politici.

20

Werwulf (Robert Eggers) 25 dicembre – 1 gennaio 2027

Dopo Nosferatu, Robert Eggers torna al cinema dei mostri per continuare la sua esplorazione dell’orrore come spazio mitico e culturale. Werwulf si inserisce nel suo immaginario come un nuovo confronto con l’alterità e la violenza primordiale, dove la figura del licantropo diventa veicolo di tensioni ancestrali più che semplice creatura da genere.

Distribuzione italiana permettendo, quest’anno si preannuncia stimolante anche sul versante del cinema d’autore affine ai cinefili più incalliti. Complice di ciò è anche l’imminente arrivo nei cinema di diversi film internazionali presenti nella shortlist degli Academy Awards: dal sistema delle caste in India con Homebound (26 febbraio), alla malinconia di una famiglia tedesca in Il suono di una caduta (26 febbraio), passando per le avventure di una bambina irachena in La torta del Presidente (19 marzo), al ritratto di un insegnante demoralizzato nella Colombia di Un poeta (26 marzo) e, infine, al teatro kabuki giapponese in Kokuho.

Ad arricchire ulteriormente l’offerta cinematografica internazionale, auspichiamo inoltre l’uscita, già nel 2026, di nuove opere firmate da autori già benamati dal pubblico. Bi Gan ci trasporterà in uno sperimentale viaggio nella storia del cinema con il futuristico Resurrection; Mona Fastvold narrerà la fondazione del culto religioso degli shakers nell’esoterico musical Il Testamento di Ann Lee; Ryusuke Hamaguchi ambienterà il suo prossimo dramma, All of a sudden, in un ospizio di Parigi esplorando nuovamente le barriere linguistiche e la nostra umanità; Cristian Mungiu ci proporrà per la prima volta un film rumeno-norvegese principalmente in lingua inglese, Fjord; il maestro giapponese Hirokazu Kore’eda ci prospetta due nuovi lungometraggi di diversa natura, Sheep in the box e Look Back; mentre, dopo quasi un decennio, Andrey Zvyagintsev potrebbe tornare finalmente al cinema con Minotaur.

Sembra proprio che quest’anno molti cineasti abbiano messo il piede sull’acceleratore, e a noi non resta che correre in sala.

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Pubblicato il:

10 Febbraio 2026

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