Sono numerose le figure del cinema piemontese che hanno riscosso successo ben oltre i confini regionali: da Dario Argento a Gianni Amelio, da Mario Soldati a Giovanni Pastrone, fino ad Alberto Barbera, Steve Della Casa e Daniele Gaglianone. Il Piemonte ha, insomma, “esportato” talenti che hanno contribuito a plasmare la storia del cinema. Sappiamo, inoltre, che Torino è considerata storicamente la prima capitale del cinema italiano. A cavallo tra il XIX e il XX secolo, la città fu al centro dell’industria cinematografica nazionale, arrivando a produrre oltre 1.400 film all’inizio del Novecento e ospitando nel 1896 la prima proiezione a pagamento in Italia. Ma se Torino è il cuore pulsante, il resto del Piemonte si configura come un vero e proprio set a cielo aperto, capace di regalare al cinema italiano capolavori assoluti e di animarsi attraverso festival specializzati e rassegne storiche: Asti e Alessandria mantengono viva la cultura cinematografica con appuntamenti annuali come Asti International Film Festival e Alessandria Film Festival; a Cuneo ci sono Resistenze e il più recente Archeofilm, mentre Biella si distingue per un approccio più tecnico e storico con il festival La Magia della Luce, pellicola che passione!.
Insomma, «siamo una regione piena di sale, luoghi di incontro e scuole in cui si produce e si parla di cinema, ma non è questo ciò che raccontano i media, che parlano invece di un cinema piemontese abbandonato» dice Paolo Manera, direttore della Film Commission Torino Piemonte. «Tutto ciò che viene prodotto potrebbe essere diffuso molto di più e molto meglio». Ed è proprio questo l’obiettivo di CAP (Circuito Audiovisivo Piemonte), progetto triennale (2026-2028) che punta a creare una rete stabile di distribuzione culturale per la diffusione e la valorizzazione di film realizzati sul territorio. L’iniziativa è curata da Associazione Piemonte Movie in collaborazione con Distretto Cinema, sostenuto dalla Regione Piemonte, e può contare su un Comitato Scientifico costituito dai principali pilastri del cinema regionale: Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema e Agis-Anec Piemonte Valle d’Aosta.
«Si è pensato di fare un po’ d’ordine, di produrre una specie di mappa. L’obiettivo è quello di creare una rete ferroviaria permanente che colleghi varie stazioni» racconta Manera. «Vogliamo coinvolgere i comuni piemontesi, luoghi dove la sala cinematografica diventa ancora più rilevante» continua Davide Bracco, responsabile della rete regionale per Film Commission e membro del Comitato Scientifico. Il progetto, infatti, mira a rafforzare la presenza del cinema piemontese nelle sale, costruendo un circuito che coinvolgerà progressivamente almeno quaranta cinema distribuiti nelle otto province della Regione.
La prima grande scommessa sarà il MOMAS – Mostra Mercato dell’Audiovisivo Subalpino – iniziativa pensata come punto di incontro tra produttori, distributori ed esercenti, con l’obiettivo di favorire la circolazione dei film e costruire nuove opportunità di distribuzione culturale. In sostanza, «un momento di confronto e presentazione di quei lavori che arriveranno nelle sale cinematografiche nel corso dell’anno» racconta Alessandro Gaido, presidente di Piemonte Movie e responsabile della direzione generale e dei progetti regionali di CAP. «Una sorta di piccolo TFI declinato in direzione delle sale cinematografiche».
«Il mondo della cultura piemontese sta cercando di essere più regione e meno solo Torino» dichiara Giorgio Abonante, sindaco di Alessandria, città che ospiterà il tanto atteso MOMAS. Quest’ultimo, tuttavia, è soltanto uno dei tasselli di una programmazione molto ricca. Tra i primi appuntamenti figurano tredici tappe in altrettante sale cinematografiche con la proiezione de I nostri anni di Daniele Gaglianone e momenti di incontro con il pubblico. Ci sarà poi Movie Tellers, manifestazione itinerante dedicata al cinema prodotto sul territorio, un Gran Tour in omaggio a Tullio Pinelli e, infine, il Glocal Film Festival, storico appuntamento dedicato al cinema realizzato in Piemonte, in programma nella prima metà di novembre.
In definitiva, CAP si presenta come un’occasione preziosa per valorizzare e riscoprire il territorio, anche laddove non siamo abituati a guardare; creare un terreno fertile per il cinema indipendente e offrire ai giovani appassionati strumenti concreti per dare forma alla propria visione cinematografica.
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